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SPECIALE | INTERVISTA A ROBERTO PIANA
Acclamato dalla critica americana come «il nuovo messia del pianoforte», ed «il talento maggiore degli ultimi 30 anni», il pianista Antonio Pompa-Baldi ha inciso, in prima mondiale, per l'etichetta americana Centaur Records, i brani 25 Preludi Pittorici (Editoriale Documenta, 2013-2015) e Sonata per Piano (Editoriale Documenta, 2016) del pianista e compositore Roberto Piana pubblicati dall'Editoriale Documenta sotto l'egida della Biblioteca di Sardegna.
Il compact disc, in uscita nel mese di aprile, sarà in distribuzione mondiale, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Canada al Giappone, passando per l'Europa.
Ne abbiamo parlato con il Maestro Roberto Piana.

Intervista a cura di Giovanna Santoru

Maestro Piana, intanto perché una Sonata?
Mentirei se dicessi che nutrivo un forte desiderio di confrontarmi con quella che viene considerata una delle più importanti forme della storia musicale. In realtà, la Sonata mi è stata commissionata dal suo dedicatario, nonché primo interprete: Antonio Pompa-Baldi. Non avevo mai scritto sonate, se non a tredici anni. Comporre una sonata nel 2017 richiede spirito temerario e stimola a meditare su diverse questioni, sia musicali che di altro genere.

Immagino sia determinante la conoscenza dell’evoluzione della forma.
È importante sapere e avere consapevolezza delle cose, ma non è l’unica strada. È importante sapere come la Sonata si è sviluppata negli anni, dall’epoca barocca fino ai nostri giorni e quindi conoscere le testimonianze dei diversi compositori ma è altrettanto importante, anzi essenziale, cercare una propria strada. A quel punto si scoprirà una cosa importante, che l’evoluzione non interesserà solo la composizione ma riguarderà anche noi stessi.

La composizione come è articolata?
È divisa in cinque movimenti: I Ouverture, II Moderatamente scorrevole, III Adagio, IV Badinage, IV Toccata. È un lavoro particolarmente esteso, dura una quarantina di minuti circa. Il secondo movimento è in forma-sonata, questo impone alcune regole precise. E come ogni regola è possibile venga rispettata ma anche trasgredita, la storia ce lo ha insegnato. Io ho fatto entrambe le cose.

Quindi l’utilizzo di una forma prestabilita non ha rappresentato un vincolo.
Direi di no. Sono riuscito a ritagliarmi i mie spazi e talvolta anche a divertirmi. La forma va plasmata, altrimenti diventa una gabbia.

È soddisfatto del suo esito?
Anzitutto sono soddisfatto del mio impegno. Difficilmente un artista è pienamente soddisfatto di ciò che fa. Quando accade è preoccupante. Ma tra le cose che ho scritto, questa è la più impegnativa e personalmente più sorprendente. Non avrei mai affrontato un tale imponente lavoro se Antonio Pompa-Baldi non me lo avesse chiesto. Gli sono grato per avermi dato la giusta motivazione e lo slancio per affrontare questa impresa. La Sonata è maturata tenendo sempre presente le sue infinite qualità, il suo pianismo che definirei "orchestrale", il suo gusto raffinatissimo e un intuito raro.

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Roberto Piana
© Photo: Maurizio Scanu
Roberto Piana
Consulente dal 2005 della Biblioteca di Sardegna, il pianista Roberto Piana ha promosso unitamente all'Istituzione cargeghese quasi una cinquantina di progetti di natura musicale, recensiti dalle maggiori testate specialistiche nazionali.
Tra gli altri, si ricorda l'anastatica integrale dell'opera pianistica, cameristica e sinfonica dell'artista sardo Lao Silesu (1883-1953). Un patrimonio quantificabile in oltre 1500 pagine manoscritte per circa 200 composizioni relative all’arco temporale che va dal 1891,  anno di datazione di una raccolta di composizioni scritte da Silesu alla giovane età di 8 anni, al 1951 con il celeberrimo ciclo di dieci pezzi brevi Feuilles éparses.
Vedi Fondo Lao Silesu