La Biblioteca di Sardegna ha promosso, in collaborazione con il Centro studi Saser e il Centro studi Lao Silesu, e con il patrocinio del Banco di Sardegna, l'anastatica digitale dell'opera painistica, cameristica e sinfonica di Lao Silesu. Un patrimonio quantificabile in oltre 1500 pagine manoscritte per circa 200 composizioni relative all’arco temporale che va dal 1891, anno di datazione di una raccolta di composizioni scritte da Silesu alla giovane età di 8 anni, al 1951 con il celeberrimo ciclo di dieci pezzi brevi Feuilles éparses.
Un ambizioso progetto di recupero storico che è anche un doveroso omaggio all’opera di Lao Silesu, compositore tanto amato all’estero (soprattutto in Francia, dove è sepolto, e in Inghilterra) quanto ancora poco noto e studiato in Italia. Una figura il cui valore è stato più volte celebrato da illustri personalità del mondo artistico italiano ed europeo quali Manuel de Falla, Vincent d’Indy, Giacomo Puccini, Gabriele D’Annunzio e Grazia Deledda e le cui romanze e melodie hanno conosciuto in passato giusta gloria grazie all’interpretazione di Enrico Caruso e Maurice Chévalier.
Il lavoro, promosso con la collaborazione scientifica del Centro studi Lao Silesu, è stato curato dal pianista Roberto Piana che all’opera del Maestro ha già dedicato oltre una quarantina di concerti nei maggiori teatri italiani ed europei, ed anche due compact disc e un volume monografico in uscita sotto l’egida della Fondazione Banco di Sardegna, per i tipi delle edizioni Documenta di Cargeghe.
Pioneristica sul piano archivistico, l’iniziativa rende finalmente fruibile la produzione pianistica del Fondo Silesu aprendo
una nuova strada nell’opera di tutela, valorizzazione e promozione dei documenti di valore storico, musicale e non. Una tecnologia che consente da una parte la traduzione in formato digitale degli spartiti senza più rischio di usura per i documenti originali, e dall’altra l’ampia portabilità dei file (con possibilità di prestito interbibliotecario attraverso servizi di intranet, di download attraverso ftp o di posta elettronica). Una filosofia in corso di attuazione anche oltreoceano, negli Stati Uniti, ma che ha nella Sardegna e in Silesu una delle sue prime sperimentali attuazioni.
La consultazione della produzione pianistica è accessibile nel catalogo del Sistema Bibliotecario Nazionale (Sbn), la rete delle biblioteche italiane promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la cooperazione delle Regioni e dell’Università, a cui aderiscono 2613 biblioteche in Italia (195 in Sardegna) distribuiti in 59 poli territoriali. Una base dati multimediale che comprende materiale antico, moderno, musica, grafica e cartografia consultabile su internet, 24 ore su 24, agli indirizzi: opac.sbn.it, sbnonline.sbn.it e www.internetculturale.it. E che, per quanto attiene il materiale musicale,
al mese di settembre 2005, raccoglie 604.041 notizie con specificità musicali (251.624 musica manoscritta, 352.417 musica a stampa), a cui si aggiungano i circa 400.000 titoli uniformi musicali. Documenti manoscritti, a stampa e a libretti per musica, dal XVI secolo in poi, localizzati in più di 500 istituzioni pubbliche e private.